La storia del nostro istituto
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La nostra Famiglia Religiosa è stata fondata in Argentina il 25 Marzo 1984, dal R. P. Carlos Miguel Buela. L’Istituto del Verbo Incarnato (IVE) è un istituto clericale, la maggior parte dei suoi membri sono sacerdoti, ma vi sono anche religiosi non chierici chiamati fratelli coadiutori. L’Istituto ha due rami, uno di vita apostolica ed un altro di vita contemplativa. Fu aprovato come Istituto di Diritto Diocesano il giorno 8 Maggio 2004, da Mons. Andrea Maria Erba, vescovo della diocesi suburbicaria di Velletri-Segni (Italia). |
Nella sezione di "Video" puoi guardare un filmato fatto da noi in occassione del 25° anniversario del nostro istituto, e un altro sulle nostre missioni attuali.
Il nostro carisma
| Il Carisma dell’Instituto è “l’Evangelizzazione della Cultura”, e consiste nel lavorare in somma docilità allo Spirito Santo e dentro l’impronta di Maria, al fine di elevare per Gesù Cristo tutto ciò che è autenticamente umano, nelle situazioni più difficili e nelle condizioni più avverse. È la grazia di sapere come operare, in concreto, con i mezzi di comunicazione, negli uomini di pensiero e in ogni legittima manifestazione della vita dell’uomo. Cosicché ogni uomo sia, “come una nuova Incarnazione del Verbo”, essendo essenzialmente missionari e mariani. |
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| Il fine specifico del nostro istituto è l’inculturazione del Vangelo per prolungare L’Incarnazione del Verbo in “ogni uomo, in tutto l’uomo ed in ogni manifestazione dell’uomo”, d’accordo agli insegnamenti del Magistero della Chiesa. (Cf. Costituzioni n° 5, 257; GIOVANNI PAOLO II, Messaggio al mondo della cultura e agli imprenditori nel Seminario San Toribio di Mogrovejo, Lima (15/05/1988)) |
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«Vogliamo essere ancorati nel mistero sacrosanto dell’Incarnazione, che è “il mistero primo e fondamentale di Gesù Cristo” (Giovanni Paolo II), attualmente presente, e da lì lanciarci coraggiosamente a restaurare tutte le cose in Cristo. Vogliamo essere un’altra Incarnazione del Verbo per incarnarlo in tutto ciò che è umano» (Direttorio di spiritualità n°1). |
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Il nostro fondatore
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Il padre Carlos Miguel Buela nacque a Buenos Aires il 4 aprile 1941 in una famiglia profondamente religiosa. Entrò nel Seminario di Villa Devoto (Buenos Aires) e terminò i suoi studi nel Seminario «San Carlo Borromeo» nella città di Rosario. Fu ordinato sacerdote il 7 ottobre 1971 nella cripta del Santuario «Nuestra Señora de Lourdes» di Santos Lugares (Buenos Aires) e il giorno seguente cantava la sua prima messa nel «Camarín de la Virgen de Luján». Dal inizio del suo sacerdozio si avocò con impegno alla pastorale giovanile, con la convinzione che la Chiesa si occupa "dei giovani non per tattica bensì per vocazione." |
Ha fondato "l'Istituto del Verbo Incarnato" e l'Istituto "Serve del N. S. e della Vergine di Matará", ramo femminile della famiglia religiosa del Verbo Incarnato. Entrambi gli istituti hanno rami contemplativo ed attivo. Ha pubblicato tredici libri, tra i quali: «El Catecismo de los Jóvenes», «Giovani nel Terzo Milenio», «Modernos ataches contra la familia», «Sacerdotes para Siempre», «Nuestra Misa», «Pane di vita eterna e Calice dell’eterna Salvezza», «Maria de Luján», «Fátima: y el sol bailó», oltre a numerosi articoli pubblicati in diverse riviste di formazione. Grande promotore degli Esercizi Spirituali di Sant’Ignazio di Loyola, instancabile predicatore di missioni popolari e fondatore di varie Case di Misericordia. |
Il nostro stemma
I. Descrizione dello Stemma:D’argento, uno stemma francese, attraversato da una croce rossa (Croce greca). Nella croce, nella testa e nel fianco destro e sinistro, tre fiamme d’oro. Al centro una corona d’oro. Alla base un giglio d’argento. Nei quarti destro e sinistro della testa e nei quarti destro e sinistro della base, quattro lettere in nero. Lo stemma ha una spada d’argento ed è circondato da un rosario d’oro.
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II. Simbologia dei colori: (Nomi in provenzale)
Lo stemma traduce le idee desunte dagli scritti di San Luigi Maria Grignion di Montfort, che è legato intimamente alla spiritualità dell’Istituto. |
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A. Trattato della Vera Devozione alla
Vergine Maria:
«Avranno in bocca la spada a due tagli
della parola di Dio e porteranno sulle spalle, lo
stendardo insanguinato della Croce, il crocifisso
nella mano destra, la corona nella sinistra; i sacri
nomi di Gesù e di Maria suel cuore, la modestia
e la mortificazione di Gesù Cristo in tutta la loro
condotta» (S. Luigi Maria Grignion da Montfort, La Vera Devozione nº 59).
B. Supplica Ardente (o Preghiera Infocata):
«Uomini totalmente dedicati a te per amore e disponibili
al tuo volere, uomini secondo il tuo cuore. Non deviati né trattenuti
da progetti propri, realizzino tutti i tuoi disegni e abbattano tutti i tuoi
nemici, come novelli Davide con in mano il bastone della Croce e la fionda
rosario » (VD, n º 8).
Il carisma dell'Istituto è «inculturare» il Vangelo: questo consiste nel prolungare l'Incarnazione del Verbo in ogni uomo e in tutte le manifestazioni dell'uomo;
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per questo, la Croce rossa che copre tutto il campo d'argento indica che la verità di Cristo deve includere tutti gli uomini e tutte le realtà dell'uomo, che trasforma santificandole e portando l'allegria della salvezza, |
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mentre la corona d'oro esprime il suo regno eterno ed universale. |
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Le tre fiamme sono i tre voti religiosi secondo i consigli evangelici: povertà, castità e obbedienza. |
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Il giglio rappresenta la Santissima Vergine, e fa riferimento al quarto voto dei membri dell'Istituto di materna Schiavitù d'amore di Gesù in Maria, secondo il Montfort. |
| Le quattro lettere sono le iniziali delle parole in latino: Verbum caro factum est (Gv 1,14), con le quali San Giovanni, nel prologo del suo Vangelo, fa riferimento all'Incarnazione della seconda Persona della Santissima Trinità. Da questo mistero, riferito a Nostro Signore Gesù Cristo, l'Istituto prende il suo nome. | |
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L'Istituto è fondamentalmente missionario, pertanto, i suoi membri hanno la responsabilità di portare, trasmettere e predicare la Parola di Dio che è viva ed efficace, e più tagliente di una spada a doppio taglio (Eb 4,12). |
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Il rosario significa la preghiera e la presenza inseparabile di Maria nel lavoro apostolico. |
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