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Giovanni Paolo II e le vocazioni

Vogliamo offrirti una selezione di testi che manifestano il pensiero del Papa Giovanni Paolo II ed alcune riflessioni che ci ispira colui che consideriamo come il Padre della nostra Congregazione, perché il suo splendido magistero è stato sempre per noi una fonte feconda dove abbeverare la nostra sete di fedeltà al Signore.

1) Importanza
Deve dirsi che il problema delle vocazioni sacerdotali – e anche delle religiose, tanto maschili come femminili – è “il problema fondamentale della Chiesa”1, “un problema che mi sta a cuore in modo tutto particolare”2, “su cui porre l’accento”3, “centrale”4, “del futuro”5, “vitale”6. “Il problema delle vocazioni riguarda la vita stessa della Chiesa”7.
Il tema delle vocazioni “riguarda la Chiesa in una delle sue note caratteristiche, che è quella della sua apostolicità”8. “Mancanza di clero vuole dire mancanza di coloro che celebrano l’Eucaristia”9.
2) Numero. E’ falso credere che non ci siano delle vocazioni; tutto il contrario, ce ne sono molte: “la vocazione è in germe nel cuore della maggioranza dei cristiani”10; Dio “semina a mani piene mediante la grazia i germi della vocazione”11; incluso “numerose vocazioni sacerdotali e religiose, (germinano) da questo primo incontro con Cristo”12 (in riferimento alla Prima Comunione).

3) Ricerca. Le vocazioni esistono, ma bisogna cercarle. “Dio chiama chi vuole per libera iniziativa del suo amore. Ma vuole chiamare tramite le nostre persone…

Non deve esserci nessun timore di proporre direttamente ad una persona giovane, o meno giovane, le chiamate del Signore”13. “E’ sempre il Signore che chiama, ma occorre favorire l’ascolto della sua chiamata e incoraggiare la generosità della risposta”14. A Padre Alberione sembrò di sentire Gesù Cristo che gli diceva: “Tu puoi sbagliarti, ma io non mi sbaglio. Le vocazioni vengono solo da me, non da te; questo è il segno esterno per indicare che io sono con voi”. Cercare le vocazioni significa, anche, proporle: “...con passione e discrezione, siate capaci di svegliare vocazioni”15. Cristo di solito “chiama per mezzo nostro e della nostra parola. Perciò, non abbiate paura di chiamare. Inseritevi in mezzo ai giovani. Andate personalmente loro incontro e chiamate”16. La pastorale vocazionale è la missione della Chiesa “destinata a curare la nascita, il discernimento e l’accompagnamento delle vocazioni, in particolare delle vocazioni al sacerdozio”17.

4) Comunità viventi
“La famiglia, chiesa domestica, è il primo campo dove Dio coltiva le vocazioni. Perciò bisogna sapere che una retta e accurata pastorale familiare è di per sé vocazionale. Bisogna formare i genitori con la generosità verso Dio se chiama qualcuno dei loro figli, ancora di più, insegnar loro a chiedere per il bene della Chiesa un dono così stimabile per i loro figli”. “Un criterio ... per dire che una parrocchia, una comunità cattolica, è veramente matura, è che ci siano delle vocazioni. Con le vocazioni sacerdotali, e le altre, si misura la maturità di una comunità, di una parrocchia, di una diocesi”18. “Ogni comunità deve procurarsi le proprie vocazioni, come segno incluso della sua vitalità e maturità. Bisogna riattivare un’intensa azione pastorale che, partendo dalla vocazione cristiana in genere, da una pastorale giovanile entusiasta, dia alla Chiesa i servitori di cui ha bisogno”. “Alla fine di questo breve incontro, desidero rivolgermi idealmente a tutti i religiosi e i sacerdoti che vivono serenamente giorno per giorno la loro vocazione, fedeli ai compromessi acquisiti, costruttori umili e nascosti del Regno di Dio, dalle cui parole, comportamento e vita risplende la gioia luminosa della scelta fatta. Sono appunto questi religiosi e sacerdoti coloro che con il proprio esempio spingeranno molti ad accogliere nei loro cuori il carisma della vocazione”19.

“Gli istituti religiosi devono mantenere un senso fermo e chiaro della loro identità e della missione che le sono proprie. Uno stato di continuo cambiamento, un’incoerenza tra il modo di esprimere i valori e gli ideali, e come si vivono di fatto, un’eccessiva astrazione ed introspezione, un enfasi esagerata nelle necessità dei membri come opposte alle necessità del Popolo di Dio, sovente sono degli ostacoli forti per coloro che sentono la chiamata di Cristo: vieni e seguimi”20.


“Le vocazioni sono la prova della vitalità della Chiesa. La vita genera vita...; sono anche la condizione della vitalità della Chiesa… Sono convinto che – malgrado tutte le circostanze che fanno parte della crisi spirituale esistente in tutta la civiltà contemporanea – lo Spirito Santo non smette di agire nelle anime. Anzi, agisce ancora con maggiore intensità”21.

5) Formazione
Senza una buona formazione Dio non benedice con l’abbondanza delle vocazioni. Bisogna “compiere ogni possibile sforzo per suscitare le vocazioni e per fornire la miglior formazione al sacerdozio nei seminari. Abbondanza di vocazioni e una buona preparazione seminaristica: queste sono le prove della vitalità della Chiesa”22.
“Quello che si deve fare è cercarle e poi, cosa molto importante, è essenziale trovare per queste vocazioni una formazione adeguata. Direi che la condizione di una vera vocazione è anche una giusta formazione. Se non la troviamo, le vocazioni non arrivano e la Provvidenza non ce le procura”23.

Sembrerebbe che alcuni non abbiano vocazioni per la tentazione di laicizzare il sacerdozio, cioè, per la cattiva formazione. “Possiamo guardare con fiducia verso il futuro delle vocazioni, possiamo contare sull’efficacia dei nostri sforzi che mirano al loro risveglio, se allontaniamo da noi, in modo consapevole e decisivo, quella particolare ‘tentazione ecclesiologica’ dei nostri tempi,che da diverse parti e con molteplici motivazioni cerca di introdursi nelle coscienze e negli atteggiamenti del popolo cristiano. Voglio alludere alle proposte che mirano a ‘laicizzare’ il ministero e la vita sacerdotale, a sostituire i ministeri ‘sacramentali’ con altri ‘ministeri’ ritenuti più rispondenti alle esigenze pastorali odierne, e anche a privare la vocazione religiosa del carattere di testimonianza profetica del Regno, orientandola esclusivamente verso funzioni di animazione sociale o addirittura di impegno direttamente politico.

Questa tentazione tocca l’ecclesiologia, come lucidamente si espresse il Papa Paolo VI… "Ciò che ci affligge a questo riguardo è la supposizione, più o meno penetrata in certe mentalità, che si possa prescindere dalla Chiesa qual è, dalla sua dottrina, dalla sua costituzione, dalla sua derivazione storica, evangelica e agiografica, e che si possa inventarne e crearne una nuova, secondo dati schemi ideologici e sociologici, mutevoli anch’essi e non suffragati da intrinseche esigenze ecclesiali; così che talora vediamo che a scuotere e a indebolire la Chiesa a questo riguardo non sono tanto i suoi nemici di fuori, quanto alcuni suoi figli, alcuni che pretendono essere suoi liberi fautori di dentro"24. Sembra ancora valido quel che ci segnala Sant’Alfonso: “...si avverte che se il seminario è guidato correttamente sarà la santificazione della diocesi, e se non lo è sarà la sua rovina… Quanti giovani entrano in seminario come angeli ed in breve tempo diventano demoni!... E si sappia che ordinariamente nei seminari abbondano i mali e gli scandali più di quanto ne sanno i vescovi, che tante volte sono quelli meno avvisati”25.

Perciò non ci dobbiamo stupire che i giovani preferiscano quei seminari dove hanno la sicurezza di una buona formazione. Chi desidera consegnare tutta la sua vita al Signore, non è disposto, generalmente, a farsi sprecare. Sono molto pochi coloro che si entusiasmano per lasciare il mondo, per trovare più mondo nel seminario.

“La scarsità di candidati al sacerdozio e alla vita consacrata, che si registra in taluni odierni contesti, lungi dal condurre ad esigere meno e ad accontentarsi di una formazione e di una spiritualità mediocri, deve spingere piuttosto ad una maggiore attenzione alla selezione e alla formazione di quanti, una volta costituiti ministri e testimoni di Cristo, saranno chiamati a confermare con la santità della vita ciò che annunceranno e celebreranno”26 In questi tempi di poche vocazioni, molte volte coloro che non ne hanno considerano che è un peccato l’avere molte vocazioni, e combattono senza pietà coloro che ne hanno. Perciò bisogna saper essere santamente decisi a non tollerare niente che le possa impedire. Per far così bisogna essere disposti fino al martirio, se fosse necessario, sapendo mantenere una fermezza incrollabile per essere fedeli a Dio, che è l’Autore di ogni vocazione e colui che principalmente s’interessa del loro fiorire. Detto in un’altra maniera, non dobbiamo porre degli impedimenti all’opera di Dio.
Se non benedice con abbondanti vocazioni, significa che stiamo mettendo degli ostacoli all’azione della sua grazia. Diceva San Giovanni Crisostomo: “Ci sono molti e ci sono pochi sacerdoti; tanti di nome, ma pochi per le loro opere”27 ed è questo il principale motivo della carenza delle vocazioni sacerdotali. E così come Dio è generosissimo nel suscitare vocazioni quando ci sono le condizioni appropriate, così dobbiamo noi essere generosi nell’inviare vocazioni già fiorite, sacerdotali e religiose, dove ci sia bisogno, avendo la certezza che “Dio non si lascia vincere in generosità da nessuno”, che sempre sarà vero che chi semina scarsamente, scarsamente raccoglierà e chi semina con larghezza, con larghezza raccoglierà (2 Co 9, 6).

Il “cuore di tutta la pastorale vocazionale”28 è la preghiera. “E’ il valore primario ed essenziale” in ciò che riguarda la vocazione”29. La vocazione è un dono di Dio offerto liberamente all’uomo e “si colloca per natura nel piano del mistero”30; è un mistero di fede e di amore. Perciò ha insegnato nostro Signore Gesù Cristo: Pregate dunque il padrone della messe che mandi operai nella sua messe! (Mt 9, 38; Lc 10, 2).
Infine: “Ogni vocazione è un atto irrepetibile dell’amore di Dio”31.


Footnotes

1 GIOVANNI PAOLO II, Omelia della Messa per la Giornata per le vocazioni, Roma, (10/05/1981).
2 Ibidem.
3 GIOVANNI PAOLO II, Allocuzione alla Conferenza Episcopale Peruviana, Lima, (15/05/1988).
4 Ibidem.
5 Ibidem.
6 GIOVANNI PAOLO II, OR (12/03/1993), p. 6: “È un problema vitale, che ogni cristiano che ami davvero la Chiesa deve portare nel suo cuore” (t.n.).
7 GIOVANNI PAOLO II, Messaggio ai partecipanti al I° Congresso continentale latinoamericano sulle Vocazioni in corso in Brasile, (2/2/1994).
8 GIOVANNI PAOLO II, OR, nº 1060, p. 1 (t.n.).
9 Ibidem, nota 2.
10 GIOVANNI PAOLO II, Discorso a religiose, Torino, (13/04/1980).
11 Cf. GIOVANNI PAOLO II, Messaggio alla XXIX Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni(10/05/1992), 4; OR (20/12/1991), p. 24 (t.n.).
12 Giovanni Paolo II, Omelia durante i Vespri eucaristici con i Sacerdoti, Polonia, (10/06/87).
13 GIOVANNI PAOLO II, Messaggio alla XX Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, (24/04/1983), 3; OR (17/04/1983), p. 20.
14 GIOVANNI PAOLO II, Omelia durante la visita pastorale nella Parrocchia di San Giuseppe Moscati, (21/02/1993). Insegna il Decreto Perfectae Caritatis, 24 che “anche nella predicazione ordinaria si tratti più frequentemente dei consigli evangelici e della scelta dello stato religioso”.
15 GIOVANNI PAOLO II, Incontro settimanale con i pellegrini (16/03/1983; L’Osservatore Romano (27/03/1983) 2.
16 GIOVANNI PAOLO II, Messaggio alla Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, OR XI, 17, p. 1(t.n.).
17 Pastore Dabo Vobis, 34. Il Cardinale Saraiva Martins, nel suo intervento nel I° Congresso Latinoamericano delle Vocazioni, celebrato a Itaici Sao Paulo (Brasile) dal 23 al 27 maggio 1994, fece notare che questa era la prima volta in cui “si dava una vera e propria definizione della pastorale vocazionale” OR (27/05/1994), p. 8, nota 15.
18 Pastore Dabo Vobis, 41.
19 OR 586, p. 10 (t.n.).
20 OR 106l, p. 14 (t.n.)
21 Ibidem, nota 1.
22 GIOVANNI PAOLO II, Omelia alla Messa nel Seminario Maggiore di Seoul, (03/05/1984).
23 GIOVANNI PAOLO II, Dialogo con i giornalisti durante il volo Roma-Montevideo, (07/05/1988); OR (19/06/1988), p. 23 (t.n.).
24 GIOVANNI PAOLO II, Omelia della Messa per la Giornata per le vocazioni, Roma, 10 maggio 1981.
25 SANT’ALFONSO MARIA DE LIGUORI, Obras ascéticas, t. 2, BAC, Madrid, 1954, p. 19 (t.n.).
26 GIOVANNI PAOLO II, Messaggio per la XXXIX giornata mondiale di preghiera per le vocazioni (2002) 2.
27 Hom. 43 in Mt.; cit. in SANT’ALFONSO, Obras ascéticas, t. 2, p. 342 (t.n.).
28 Pastore Dabo Vobis, 38.
29 Sviluppo della pastorale delle vocazioni nella Chiese particolari Documento conclusivo, II Congresso internazionale di vescovi ed altri responsabili delle vocazioni ecclesiastiche, Vaticano 1981, 14. (t.n.).
30 Ibidem.
31 GIOVANNI PAOLO II, Messaggio per la XXI giornata mondiale di preghiera per le vocazioni (1984) 5.

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