Perché S. Tommaso d'Aquino
Dice il nostro direttorio per i seminari maggiori: |
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- Perché “illuminò più la Chiesa che tutti gli altri dottori. Nei suoi libri giova di più l'uomo che si applica durante un solo anno, che nello studio di tutti gli altri durante tutta la vita”. (Giovanni XXII)
- Perché tenne in somma venerazione gli antichi sacri dottori, per questo ebbe in sorte, in certo qual modo, l’intelligenza di tutti.
- Perché “la Chiesa ha proclamato che la dottrina di San Tommaso è la sua propria dottrina”. (Benedetto XV)
- E perché Dio ha disposto che per la forza e la verità della dottrina del Dottore Angelico “le eresie vinte e confuse, si disperdano come nebbia…”. (Costituzioni n°227)
Allo stesso modo la sua conoscenza è insostituibile e fondamentale
- per la corretta interpretazione delle Sacre Scritture,
- per poter trascendere il sensibile e giungere all’unione con Dio,
Lo studio della filosofia
Perché studiare la filosofia tomistica? «In conformità al nostro carisma cerchiamo di orientare i nostri studi all´evangelizzazione della cultura, per la quale non risparmieremo né mezzi né sforzi. Non ci conformeremo con una conoscenza superficiale della filosofia e della teologia incapace di comprendere in tutta la sua profondità il dramma dell´ateismo |
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Per questo lo studio della filosofia conduce il candidato a una venerazione amorosa della verità, la quale porta la consapevolezza che essa non è stata creata e misurata dall’uomo, è stata invece data all’uomo come dono dalla Verità Suprema, Dio; e che, sebbene con limitazioni e a volte con difficoltà, la ragione umana può raggiungere la verità oggettiva universale, anche quella relativa a Dio e al senso radicale dell’esistenza; che la fede stessa non può prescindere dalla ragione né dallo sforzo di pensare ai suoi contenuti, come testimoniava la grande mente di Agostino: “Ho desiderato di vedere con l’intelligenza ciò che ho creduto, ed ho molto disputato e molto faticato”.» (Costituzioni, n° 220)
Lo studio della teologia
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«Anche qui, nella formazione intellettuale, il principio e il fine è Gesù Cristo. In particolare, Gesù Cristo conosciuto attraverso le Sacre Scritture. [...] Per questo “ignorare le Scritture significa ignorare Cristo” (San Girolamo). Da questo deriva che la Sacra Scrittura sia “l’anima” della teologia.» (Costituzioni, 221) |
«Tuttavia, la lettura della Sacra Scrittura deve essere fatta “in Chiesa”. [...] Per questo è assolutamente necessaria la massima fedeltà al Magistero supremo della Chiesa di tutti i tempi, norma prossima della fede.» (Cost. 222) (Costituzioni, n° 226) … e tutto secondo la base solida di San Tommaso d’Aquino. |
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